Inferenze

La capacità, all’interno di un testo, di trarre inferenze (lessicali, semantiche, retrospettive, proattive, etc.) è un aspetto cruciale per la comprensione e uno dei tratti salienti che distingue i buoni dai cattivi lettori (De Beni, Pazzaglia, La comprensione del testo- modelli teorici e programmi di intervento, Torino, UTET, 1995- De Beni; Cornoldi, Carretti, Meneghetti, Nuova guida alla comprensione del testo, vol. 1- 4, Trento, Edizioni Erickson, 2003- Lumbelli, Motivazione e metacognizione nel recupero delle abilità di comprendere testi, in Vianello, Cornoldi, Metacognizione, disturbi di apprendimento e handicap, Bergamo, Edizioni Junior, 1996- Tressoldi, Zamperlin, La valutazione della comprensione del testo: proposta di una batteria di approfondimento, in “Psicologia Clinica e dello Sviluppo”, 11, 8, 2007, pp. 271-290).

 

Le “inferenze bridging”, tra parti distanti di testo, sono più difficoltose rispetto a collegamenti tra parti vicine di testo.

 

L’individuazione dei coreferenti (parole che nel testo si riferiscono allo stesso referente) è un’altra fonte di difficoltà, per la varietà con cui si presentano quest’ultimi: pronomi, sinonimi, perifrasi, generalizzazioni, collegamento per elissi (Marinetto, La parafrasi del testo- comprensione e riformulazione linguistica, Trento, Edizioni Erickson, 1998).

 

Una soluzione a queste difficoltà è “[…] scrivere un periodo in modo tale da rendere esplicita la connessione con il periodo precedente tramite la ripetizione della parola. Adottando questo accorgimento, sarà più agevole per il lettore inesperto collegare le proposizioni e costruire significati coerenti […]” (Cisotto, Didattica del testo processi e competenze, Roma, Carocci Editore, 2006).

 

Un altro espediente, per rendere i collegamenti espliciti, è quello di utilizzare elementi grafici come frecce, evidenziazioni tramite colore, sottolineature.

Tali strategie rientrano nella categoria delle “tecnologie del testo” (Cisotto, 2006).